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INFORMAZIONI E ARTICOLI

La cellulite: come contrastarla
Un problema molto sentito
Clinicamente definita pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica o PEFS, indica una condizione alterata del tessuto sottocutaneo che è ricco di cellule adipose

La cellulite è legata al pannicolo adiposo che si trova al di sotto della cute ed è causa di grande disagio estetico fino a creare una vera e propria patologia.

Questo tessuto, posto anatomicamente sotto la cute, non è di per sè negativo, perchè costituisce una riserva attiva di energia che viene consumata o accumulata a seconda del proprio metabolismo, scientificamente definito bilancio calorico.

Quando il bilancio calorico diminuisce (maggiore attività fisica o minore introduzione di cibo) la riserva si riduce (lipolisi); quando il bilancio calorico aumenta (minore attività fisica od eccessiva introduzione di cibo) si verifica il deposito dei grassi (liposintesi).
Come tutti i tessuti anche il pannicolo adiposo ha una sua impalcatura di sostegno, costituita da un tessuto reticolare e da collagene; con un sistema di vascolarizzazione denominato microcircolo; attraverso la vascolarizzazione il tessuto adiposo fornisce l'energia all'organismo (lipolisi) o la accumula sotto forma di grasso (liposintesi).

I fattori che che interferiscono, determinando l'accumulo di tessuto adiposo e alterando il microcircolo che serve a trasportare l'energia prodotta dalla demolizione di tale tessuto, sono di vario tipo: variazioni ormonali, anomalie vascolari, vita sedentaria, stress, malattie epatiche, alimentazione non bilanciata, irregolarità della funzione intestinale, ritenzione idrica marcata...
In questi casi le cellule adipose si rompono; il loro contenuto, i trigliceridi, si spande nello spazio tra le cellule comprimendo il microcircolo ed impedendone il corretto funzionamento.
La persistenza nel tempo di queste alterazioni anatomico-metaboliche, produce lo sviluppo di ulteriori alterazioni del tessuto adiposo (lipodistrofia); modificazioni che producono sia un aumento di volume e consistenza del tessuto di sostegno che la riduzione del calibro (per compressione) e dell'elasticità dei vasi sanguigni del microcircolo.

Tutto ciò peggiora sempre più portando da una condizione di alterazione estetica ad una grave patologia con dolore e sofferenza dei tessuti.

La prima cosa da fare è rivolgersi ad uno specialista, in modo da controllare l'alimentazione e effettuare accurati esami per comprendere le cause e la gravità della situazione.

La seconda cosa è fare assolutamente attività fisica.
Ci sono vari esercizi che possono essere effettuati, ma uno dei più semplici è una passeggiata.
Camminare, senza correre, è fondamentale perché la corsa genera ripetuti impatti col terreno che hanno effetti negativi sulle articolazioni e sulla colonna vertebrale, e causano delle microlacerazioni alle membrane delle cellule adipose che con il passare del tempo possono peggiorare la situazione.
L'attività fisica di elevata intensità genera acido lattico, ma questo metabolita è alleato della cellulite, perché le tossine muscolari hanno effetti negativi sulla circolazione e sull'ossigenazione dei tessuti, infatti, per la cellulite, due ore di spinning alla settimana svolte ad intensità elevata risultano non solo inutili ma addirittura controproducenti.
Fra i vari esercizi è meglio scegliere attività di lunga durata  come il ciclismo, la camminata veloce o lo step.
I benefici di questo tipo di allenamento sono molteplici, in particolare aumentano l'attività cardiocircolatoria, migliorando così la circolazione periferica e quindi contrastando la cellulite.
Per trarre benefici l'attività fisica deve essere svolta per almeno tre giorni alla settimana.
Infine, può essere utile seguire un programma di tonificazione generale che preveda l'utilizzo di pesi liberi a seconda dell'esperienza e delle preferenze del soggetto.
Anche in questi casi è importante non esagerare, utilizzando carichi leggeri per un numero di ripetizioni che, sia pur elevato, non affatichi eccessivamente il muscolo.
Al termine della seduta lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto, favorisce il ritorno venoso e l'eliminazione delle tossine prodotte.
Inoltre è importante svolgere, al termine di ogni seduta di allenamento, qualche esercizio per stimolare la mobilità del piede.

Un consiglio che fa sempre bene: bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, scegliendo un'acqua abbastanza leggera, perché, se il residuo fisso è elevato, non si ottiene un drenaggio adeguato ed una buona eliminazione dei liquidi.

Un fattore importante: evitare di stare sempre seduti, utilizzare qualsiasi scusa per alzarsi 5 minuti dalla sedia, evitare, per esempio, di chiedere ad un collega una pratica, ma alzarsi ed andare personalmente all'archivio, in modo da interrompere il tempo di permanenza seduti.

Altro fattore importante: il sonno.
Bisogna dormire circa 8 ore al giorno, addormentandosi non più tardi delle 23:00, per evitare di alterare la fase Rem e Non Rem, la cui alternanza è fondamentale per il riposo.
Addormentarsi oltre le ore 23:00 genera effetti negativi, infatti gli studiosi hanno notato che, in questi casi, la fase Rem non compare in modo ed intensità corrette ed il soggetto al mattino non è abbastanza riposato.

Infine bisogna cercare di evitare lo stress e tutto ciò che tende a provocarlo.
Per molte persone lo stress è una conseguenza naturale della propria vita e perciò è impossibile eliminarlo; eppure un sistema esiste.

Bisogna sedersi e scrivere tutte le attività quotidiane effettuate in ogni giorno della settimana, poi osservare questo elenco in modo da riabbinare molte attività per preferenza, distanza, praticità; probabilmente scoprirete che molte cose riorganizzate in base ai nuovi parametri richiedono meno tempo e perciò sono minor causa di stress.



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