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Deficit cognitivo

Deficit cognitivo

I nutraceutici utili a ritardare l' insorgenza

Il costante innalzamento dell’età media determina la maggiore incidenza delle patologie neurodegenerative tipiche dell’invecchiamento, che compromettono le capacità di attenzione, concentrazione, memoria, ragionamento, calcolo, logica, orientamento, con ripercussioni sull’individuo e sulla sua famiglia.

22/11/2019 15:19:00 | Farmazone

Il costante innalzamento dell’età media determina la maggiore incidenza delle patologie neurodegenerative tipiche dell’invecchiamento, che compromettono le capacità di attenzione, concentrazione, memoria, ragionamento, calcolo, logica, orientamento, con ripercussioni sull’individuo e sulla sua famiglia.
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Per cercare di mantenere migliori prestazioni intellettive più a lungo, si può agire sul fronte dei fattori di rischio, riducendone l'impatto negativo attraverso buone regole di vita (alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, pesce, cereali integrali, oli vegetali e frutta secca; attività fisica regolare; pochi alcolici; niente fumo; controllo del peso corporeo) e terapie mirate (soprattutto, in caso di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete).

Altre strategie preventive preziose consistono nel mantenersi mentalmente attivi (leggendo, frequentando mostre, cinema e teatri, usando dispositivi tecnologici ecc.) e nel dedicarsi ad attività interattive a livello familiare e sociale (occuparsi dei nipotini, dedicarsi ad attività di volontariato, seguire corsi di qualunque tipo, organizzare feste e viaggi di gruppo ecc.).

Un aspetto particolarmente importante da considerare riguarda l'eventuale presenza di sintomi depressivi, che possono non soltanto determinare un serio scadimento della qualità di vita, ma anche promuovere un più rapido peggioramento cognitivo e della funzionalità globale del paziente. È dimostrato che trattare la depressione aiuta a migliorare la capacità di memorizzazione e di gestire le attività quotidiane.

Purtroppo, nonostante intense ricerche, a oggi, ancora mancano terapie realmente efficaci in grado di arrestare l'evoluzione del declino neurologico e cognitivo una volta che si è instaurato. Tuttavia, esistono alcuni interventi farmacologici che se intrapresi in fase precoce, possono aiutare a rallentare la progressione del disturbo neurocognitivo, permettendo alla persona interessata di mantenersi autonoma più a lungo.

Studi clinici hanno inoltre confermato che anche il trattamento con nutraceutici come quelli a base di sostanze antiossidanti, neuroprotettive, antidepressive e che agiscono sugli stati emozionali (ad esempio: bacopa, zafferano, teanina, vitamine - soprattutto quelle del gruppo B -, colina, omega 3), sono risultate efficaci nel rallentare i processi di invecchiamento e di declino del sistema nervoso centrale.

 

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